Le sfide cantieristiche affrontate sono di due tipi: il contesto, per cui si è reso necessario montare le componenti “a sbalzo”, ricorrendo cioè ad autogru da 250 tonnellate al fine di eseguire tutte le operazioni di montaggio muovendo dal solo lato libero; la scelta di installare bagni prefabbricati, che si sono dovuti montare nell’intervallo fra le pose progressive dei piani. In dettaglio, si è reso necessario procedere con la posa del solaio, seguita dal getto integrativo, dalla collocazione della cellula bagno completa e, infine, dall’esecuzione dell’impalcato del piano successivo. Una procedura che ha richiesto attenzioni specifiche e grande cura nella gestione delle lavorazioni e nel coordinamento delle squadre e delle fasi, il tutto in tempi ristretti.
Moretti Modular Contractor ha sviluppato il progetto delle componenti prefabbricate, raccogliendo la doppia sfida, di cantiere e di tempistiche, insita nel progetto. Dalla demolizione dell’edificio precedente al completamento delle nuove strutture, infatti, per motivi normativi, si sono dovute concentrare le lavorazioni in soli sei mesi; entro i dodici mesi globali, poi, è stato conseguito il completamento effettivo di tutte le finiture e delle sistemazioni esterne.
Anche per questo motivo, in accordo con il progettista architettonico, il progetto strutturale ha optato per due tipi di solai: un solaio piano REI 60, dallo spessore minimo di 18 cm, per i livelli dal primo all’ultimo; un tegolo ad Omega rovescio, Dallone, per il piano terra, con caratteristiche di resistenza REI 90. Le travi, disposte in lunghezza, portano lo spessore totale delle strutture orizzontali a soli 38 cm. Tale misura ha consentito la massima compatibilità con le forometrie impiantistiche, nonché il rispetto dell’altezza finale imposta dal Regolamento urbanistico comunale. La fornitura delle componenti prefabbricate comprende anche i pilastri e i pannelli di facciata. Questi, in particolare, hanno richiesto uno studio specifico e uno stretto confronto con l’architetto Valentini. In cemento, lunghi 6 metri, i pannelli presentano due finiture: una liscia per la parte centrale e una in graniglia di marmo per i lati corti e le testate superiori, e inferiori, dei fronti. I pannelli lisci, bianchi, sono trattati con un peculiare disegno di fughe, circa 2 cm di spessore, che si dirada verso l’alto per alleggerire la massa compatta dell’edificio. I due tipi di lavorazione superficiale, le fughe e i frangisole, uniformati da una fascia marcapiano ad effetto corten che abbraccia l’edificio su tutto il perimetro, conferiscono alle facciate un’efficace dinamicità, sfruttando la variazione delle ombre prodotta dal susseguirsi delle mutevoli condizioni di luminosità durante le ore diurne.
Grande attenzione è stata riservata al tema della sostenibilità ambientale, perseguita nel rispetto dei rigidi parametri stabiliti da ben due protocolli: il sistema “Tassonomia Europea”, che valuta e certifica la sostenibilità ambientale di un intervento, con particolare attenzione ai temi dell’economia circolare e della prevenzione e del controllo dell’inquinamento; il protocollo LEED, nell’ambito del quale, anche grazie al supporto di Greenwich srl, si è conseguito il livello Gold. Un risultato cui hanno contribuito anche l’impianto fotovoltaico in copertura, le pompe di calore e un sistema di recupero delle acque piovane a fini sanitari.
I nodi Trave-Pilastro-Solaio sono stati concepiti con utilizzo di “Selle Gerber” con conseguente riduzione significativa dello spessore complessivo del solaio.